Azienda agricola e vitivinicola San Teodoro

Il territorio del comune di Galluccio

Zona di Roccamonfina e della piana del Garigliano

"Egli prese la tazza e bevendo il dolce vino con piacere indicibile, dell'altro ne chiedeva: dammene ancora, ti prego, e subito dimmi il tuo nome perché possa offrirti il dono degli ospiti, che, sono certo, ti farà felice. Anche ai ciclopi qui la terra fertile dà vino dai grappoli pesanti che la pioggia di Zeus feconda: ma è ambrosia questo, una vena di nettare."
Omero

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Il territorio di Galluccio, Roccamonfina e il Garigliano

Il comune di Galluccio situato sul fianco nord-occidentale del vulcano spento Roccamonfina, in affaccio sulla piana del fiume Garigliano offre uno scenario ineguagliabile di tranquillità e pace, che solo un contesto naturalistico tra viti e castagni secolari può regalare. La storia di questo comune ha inizio già nell'era paleolitica, ma coloro che lasciarono un'orma indelebile furono gli Aurunci. Successivamente, i Romani, dopo aver sconfitto Aurunci, Sidicini, Caleni e Sanniti, stabilirono le loro colonie.

In epoca Medioevale fu conquistata dai Saraceni che alle falde del monrte Camino costruirono un caposaldo per difendersi dagli attacchi delle truppe guidate da Papa Giovanni X. Ancora oggi esiste il borgo "Saraceni". Dopo la sconfitta dei saraceni Galluccio fu conquistata dai principi di Capua che costruirono una roccaforte circondata dall'acqua del fiume Peccia; assunsero il nome di Galluccio e espansero il feudo che detenne fino al 1480. Dopo l'anno mille Galluccio, fu dei Normanni, e sotto questo dominio fu ancora ampliata e divenne centro abitato del popolo contadino e pastorale. C'è un accenno storico anche per il periodo rinascimentale, Galluccio fu terra natia del poeta e scrittore umanistico, Giannantonio Campano che la descrisse in un suo carma, specificando di esser nato nel borgo "Cavelle".

Il territorio del comune di Galluccio / Zona di Roccamonfina e della piana del Garigliano

Nel 1504, in età moderna, Galluccio fu concessa dal re Ferdinando a Consalvo Cordova, che lo cedette per 13.000 ducati alla contessa Dorotea Spinelli. Rimase nelle mani dei discendenti della contessa fino al 1638, quando fu del nobile fiorentino Vincenzo Velluti. Nel 1734 Galluccio fu teatro della battaglia tra Spagnoli e Austriaci, contendenti del Regno di Napoli: che andò agli spagnoli, con il re Carlo III di Borbone. Sotto questo dominio il feudo si allargo fino a raggiungere una popolazione di 2000 abitanti circa.

Dopo l'Unità d'Italia, Galluccio fu saccheggiata dai briganti che si nascondevano nella fitta vegetazione dei monti cirocostanti, obbligando la popolazione a fornire i viveri necessari. Galluccio nel 1943 conobbe la distruzione bellica, frutto dei bombardamenti della guerra tra tedeschi ed alleati. Oggi è uno splendido comune di trentadue chilometri quadrati e fa parte del territorio della Comunità Montana "Monte S.Croce".